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BITCOIN: il capitale sociale puo’ essere aumentato con conferimento di criptovalute?

Secondo il Tribunale di Brescia (decreto nr 7556/2018) e la Corte d’Appello di Brescia (decreto nr 207/2018) deve escludersi l’aumento di capitale sociale tramite conferimento di criptovalute.

Il caso nasceva dal ricorso proposto da una S.r.l. che si era vista rifiutata dal Notaio l’iscrizione della delibera di aumento del capitale mediante un conferimento in monete virtuali per una somma equivalente ad € 730.000,00 circa.

Nel rigettare le pretese della ricorrente, il Tribunale di Brescia ha chiarito che, pur non essendo in “discussione l’idoneità della categoria di beni rappresentata dalle criptovalute a costituire elemento di attivo idoneo al conferimento nel capitale di una s.r.l.”, nel caso concreto la perizia estimativa della moneta virtuale allegata dalla società non risultava sufficientemente completa e dettagliata.
Complice anche l’assenza dalle piattaforme di scambio della criptovaluta scelta, secondo il Tribunale l’impossibilità di attribuire un prezzo attendibile al conferimento impediva l’iscrizione della citata delibera nel Registro delle Imprese.

Esclusione che appare ancora più netta leggendo il provvedimento della Corte d’Appello di Brescia.

Infatti viene precisato che l’effettivo valore della criptovaluta, proprio perché sul piano funzionale assimilata a tutti gli effetti alla moneta, non può determinarsi nemmeno con perizia di stima, quest’ultima riservata solamente per beni, servizi ed altre utilità. Allo stato, non essendo dato conoscere un sistema di cambio per la criptovaluta che sia stabile e agevolmente verificabile, risulta impossibile assegnare alla stessa una determinazione in euro effettiva e certa.

In definitiva, “le criptovalute, attesa la loro volatilità, non consentono una valutazione concreta del quantum destinato alla liberazione dell’aumento del capitale sottoscritto” (C. Appello Brescia, decreto nr 207/2018).

Le due sentenze potrebbero costituire un precedente in grado di ostacolare lo scambio, per lo meno in Italia, di monete virtuali connesse a scelte patrimoniali in seno alle aziende. Il tema è molto delicato, e sconta ancora oggi l'assenza di una precisa ed organica disciplina normativa, sia a livello nazionale, sia a livello comunitario.
Sebbene infatti, il D.lgs. n. 90/2017 abbia per la prima volta introdotto in Italia una definizione di valuta virtuale, quale "rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un'autorità pubblica [...] utilizzata come mezzo di scambio per l'acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente" si registra ancora una certa prudenza da parte degli operatori economici tradizionali.

Resta infatti un dato importante da sottolineare: la criptovaluta non ha corso legale e, giuridicamente parlando, non potrebbe neppure definirsi in termini di moneta (sia pure nella sua accezione di moneta virtuale), in quanto priva di un quadro giuridico che ne delinea la sua funzione di mezzo di adempimento delle obbligazioni pecuniarie.

È pertanto assimilabile ad un mezzo di pagamento consensuale fra due o più parti che, per così dire, accettano la criptovaluta come strumento di pagamento della transazione inter partes.


Lo schema è peraltro confermato dal codice civile, che apre all'ipotesi di un pagamento effettuato con moneta non avente corso legale (art 1279 c.c.), mediante l'indicazione della clausola "effettivo" o altra equivalente. In sostanza, è fatta salva la volontà delle parti, da formalizzare in una singola clausola all'interno del contratto con il quale si stipula di pagare con una moneta non avente corso legale.

Se dunque oggi assistiamo all'internet delle informazioni, l'obiettivo dichiarato di chi sta investendo nel mondo delle criprovalute è quello di creare l'internet del valore. I sistemi che permettono lo scambio di monete virtuali, basati per lo più su protocolli open source, promettono infatti di rivoluzione il modo con cui si scambia valore, effettuando transazioni in tempo reale con un costo marginale vicino allo zero, e senza la necessità di avere depositi o corrispondenti nei vari paesi.

Per maggiori informazioni su Bitcoin e criptovalute guarda anche il nostro video di approfondimento sul tema Blockchain, la piattaforma su cui vengono effettuate le transazioni di monete virtuali.