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BREVE GUIDA ALLE TUTELE GIURIDICHE DEL SOFTWARE

Se il nostro software genera profitti ed è veicolo di business, dobbiamo proteggerlo e non solo per difenderci da possibili duplicazioni. Si dimentica infatti che la giusta monetarizzazione passa anche attraverso una corretta tutela.

Vediamo allora quali opzioni possiamo scegliere per proteggere il software cha abbiamo sviluppato o creato.

1 LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE: PROTEGGIAMO IL CODICE SORGENTE E CODICE OGGETTO.

La legge sul diritto d'autore qualifica il software come opera dell’ingegno e la Legge si premura di proteggere anche il materiale preparatorio per la sua progettazione.

Tradotto: sono protetti il codice sorgente e il codice oggetto, vale a dire gli elementi di base del software, nei quali si annida la creatività del programmatore, che organizza una sequenza originale di istruzioni, utilizzando il linguaggio di programmazione.

Viene quindi protetta la “forma” del software, cioè la combinazione logica della sequenza, ma non il risultato finale. È infatti lecito, da parte di terzi, riprodurre il medesimo risultato, a condizione che esso venga raggiunto mediante una diversa sequenza di istruzioni.


Questo sistema di protezione offre indubbi vantaggi, perchè ottenerlo è piuttosto semplice; non siamo infatti chiamati a provare i requisiti della liceità, novità e applicabilità industriale, tipici dei brevetti.

Dall’altra, però, l’autore del software resta esposto ad un possibile “furto” della sua idea.

La Legge sul diritto d’autore lo difende da eventuali contraffazioni o duplicazioni dell’opera, ma egli si troverrebbe a combatterebbe ad armi nude se qualcuno decidesse un giorno di sfruttare le idee alla base del suo software.

È quindi necessario affiancare ad essa altre tutele, per garantire una protezione più completa.

2. I VINCOLI DI RISERVATEZZA: PROTEGGIAMO LA NOSTRA IDEA

Innanzitutto, è importante prevedere vincoli di riservatezza in sede contrattuale, quando ad esempio stipuliamo licenze d'uso con nostri clienti, per evitare che venga illecitamente replicata una copia del nostro software, entrando così in possesso di terzi.

Va detto, però, che la violazione del vincolo negoziale legittima una parte a chiedere la tutela risarcitoria nei confronti dell’altra, ma non impedisce a terzi di usufruire delle notizie diffuse

Occorre poi tutelarsi su più fronti: la fuga di notizie (o meglio, del Know-How aziendale) può essere causata da altri fattori; il primo da considerare è quello umano. Il collaboratore o il dipendente c.d. infedele, che ha accesso a progetti e data-base aziendali, si trova in una posizione privilegiata per divulgare a terzi le conoscenze tecniche di cui è proprietaria l’impresa.
Tuttavia l’evento in numerosi casi si verifica in maniera del tutto involontaria, senza malafede; questo accade con più frequenza se i lavoratori non sono stati preventivamente informati del valore di quelle conoscenze, e dei danni che l’azienda potrebbe subire in caso di loro divulgazione.

Sarebbe invece buona prassi sottoporre ad ogni dipendente o collaboratore un accordo di segretezza con cui renderli coscienti fin dall’inizio del valore connesso alle informazioni con cui vengono a contatto ogni giorno nel corso della loro attività.

3 LE NORME SULLA CONCORRENZA SLEALE: PROTEGGIAMOCI DAI NOSTRI COMPETITOR.

Il riferimento è in particolare all’art. 2957 c.c., e ad un tipo di condotta che si concretizza nella c.d. “imitazione servile” dei prodotti di un concorrente.

E, notoriamente, il software si presta a questa tipologia di violazione, che molto spesso è integrata mediante la riproduzione di aspetti “visibili” dell’opera, come ad esempio l’interfaccia dell’utente.

Purtroppo, però, l'applicabilità di questa norma è limitato all’ipotesi in cui l’autore dell’imitazione servile sia un imprenditore e, nel contempo, concorrente. Pertanto, se a riprodurre il software è una persona fisica (come talvolta accade) dovremmo affidarci ad altre tutele