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BUCA STRADALE: nessun risarcimento se nota al danneggiato

Il danneggiato non ha diritto al risarcimento del danno se cade in una buca presente su un manto stradale di cui conosce le condizioni di dissesto, percorrendolo abitualmente.

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza, n. 17443/2019), il danneggiato, essendo consapevole dello stato dei luoghi, ha il dovere di adottare tutte quelle cautele che la circostanza particolare richiede.
La violazione di tale dovere interrompe il nesso causale tra fatto (caduta) ed evento dannoso (lesione fisica), integrandosi così il caso fortuito, che esclude la responsabilità del Comune citato in giudizio dal danneggiato.

A detta della Suprema Corte “quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l'adozione da parte dello stesso danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più l’incidente deve considerarsi l'efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso”.

La vicenda rientra infatti nella ipotesi normativa dell’art. 2051 c.c. (danno cagionato da cose in custodia), che recita testualmente: "ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito".

Nel caso di specie, il Comune, nella sua veste di custode del manto stradale in questione, ha provato il caso fortuito dipeso dal “comportamento imprudente del danneggiato il quale, a mezzo dell'ordinaria diligenza resa necessaria dalle palesi e conosciute condizioni della strada, ben avrebbe potuto evitare la caduta”.

Per tale ragione è stata esclusa la responsabilità del Comune, con conseguente rigetto della domanda di risarcimento promossa dal danneggiato