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CARTELLE ESATTORIALI: il debito si prescrive in 5 anni

Sulla scia di un orientamento costante, la Cassazione con l'ordinanza n. 840/2020 ha ribadito che il termine prescrizionale delle cartelle esattoriali INPS è quinquennale. Pertanto, se la cartella di Agenzia Entrate Riscossione si riferisce ad un debito riferito ad annualità precedenti rispetto agli ultimi 5 anni, le somme richieste non sono più dovute poichè prescritte (salvo valido atto interruttivo), e quindi l'eventuale esecuzione è illegittima.

Questa pronuncia condivide quanto già sancito dalla stessa Cassazione in molte altre sentenza precedenti (tra le tante la famosa Sezione Unite n. 23397/2016).

Si ricorda che a prescriversi in 5 anni non sono solamente i debiti INPS, ma tutte le altre pretese della Pubblica Amministrazione, come ad esempio i debiti verso Agenzia delle Entrate, salvo il caso in cui non tale debito non sia stato accertato con un titolo passato in giudicato.

In definitiva, se con la cartella esattoriale notificata vengono richieste somme riferite ad annualità più vecchie di 5 anni, in assenza di validi atti interruttivi, il contribuente non dovrà pagare nulla.