Avv. Andrea Baldrati +39 340 4895530 Avv. Armando Strinati +39 333 5247665

CLASS ACTION: anche in Italia è risconosciuta l’azione contro i grandi colossi

Negli ultimi giorni, in California, è stata depositata una class action contro la società Ring, una controllata al 100% di Amazon, che produce e vende prodotti per la sicurezza domestica.
L'oggetto dell'azione collettiva riguarderebbe la mancata sicurezza di tali dispositivi, spesso violati da hackers che hanno avuto accesso ad immagini e video delle video-camere di sorveglianza e rilevamento.

Si è quindi contesta una violazione alla privacy di tutti colloro che hanno acquistato e installato i dispositivi all'interno delle proprie mura domestiche.

Questa vicenda giudiziaria, che sta avendo enorme eco negli Stati Uniti, ci spinge a chiederci: sarebbe possibile esperire una class action analoga anche in Italia?

Oggi, alla luce delle recenti modifiche italiane all'istituto dell'azione di classe, possiamo rispondere affermativamente.

Di recente è infatti entrata in vigore la nuova legge 31/2019 ("Disposizioni in materia di azione di classe") la quale è riuscita nell'intento di eliminare alcuni limiti sostanziali e processuali che in passato avevano impedito l'applicazione pratica dell'istituto in Italia.

Come prima novità, va detto che ora sono legittimati ad agire non solo i consumatori ma tutti coloro che desiderano avanzare pretese risarcitorie in seguito alla lesione di ‘diritti individuali omogenei’.
Sono quindi ricomprese anche le imprese o le associazioni senza scopo di lucro iscritte in apposito elenco pubblico, istituito presso il Ministero della giustizia.

Inoltre, è stato ampliato il novero dei diritti tutelati. Si è deciso di superare il limite precedente, che restringeva il campo alle sole ipotesi di responsabilità contrattuale (es. frodi o pratiche commerciali sleali), includendo ipotesi di danno per lesione di diritti fondamentali, fra cui lo stesso diritto alla privacy e, in generale, il rispetto della propria vita privata e familiare, ampiamente riconosciuto nei trattati internazionali di cui l'Italia è firmataria (si veda, tra gli altri: l'art. 8 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, l'art. 12 della Convenzione Europea sui diritti dell'Uomo e l'art. 8 della Carta di Nizza, con una previsione specifica sulla protezione dei dati personali).

Queste ed altre novità delinano nuovi scenari di applicazioni dell'istituto in Italia, anche per questioni attinenti la materia della tutela dei dati personali e della privacy, cui si aggiunge un ulteriore elemento da tenere in grande considerazione: il ricoscimento - nel nostro ordinamento e a certe condizioni - di sentenze straniere emesse all'esito di class action.

Su questo punto è bene ricordare che la Cassazione a Sezioni Unite (sent. n. 16601/17), ha ritenuto compatibili con il nostro sistema giuridico quei danni punitivi che sono spesso comminati proprio a margine di class action contro i grandi colossi e le multinazionali, per non vincolare l'entità del risarcimento al solo danno effettivo subito dal danneggiato.