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DEBITO BANCARIO: quando la segnalazione alla centrale rischi è illegittima

La paura che molti imprenditori nutrono dopo il mancato pagamento di qualche rata del mutuo o di un prestito, circostanza spesso dipesa da scarsa liquidità temporanea, è quella di essere segnalati alla Centrale dei Rischi oppure inseriti nelle banche dati SIC (es. Crif, Experian, Cerved, ecc.).

Questo, infatti, oltre a poter creare problematiche legate alla concessione di linee di credito oppure di nuovi prestiti, crea soprattutto un danno alla propria reputazione e a quello dell’azienda.

Ma come puntualizzato più volte dalla giurisprudenza, non è sufficiente l’omesso pagamento di una o più rate per ritenere legittima la segnalazione.

Esempi di illegittimità della segnalazione

Tra le ipotesi più frequenti di illegittima segnalazione troviamo:

Capita spesso che l’istituto di credito proceda con la segnalazione senza tuttavia considerare né le motivazione che hanno portato all’insolvenza, né lo stato complessivo reddituale-patrimoniale della persona.

In particolare, si ritiene infatti illegittima la segnalazione in Centrale Rischi  o nei Sic effettuata in assenza di una preventiva ed approfondita istruttoria (ovvero una segnalazione senza dovuto preavviso) volta a verificare la liquidità del soggetto, la sua capacità produttiva e/o reddituale, la situazione contingente del mercato in cui opera, l’ammontare complessivo del credito ottenuto dal sistema creditizio e/o finanziario, se sussista davvero in concreto una situazione che induca a ritenere molto difficile il recupero del credito.

Prima di effettuare la segnalazione è quindi richiesta una attenta analisi da parte del soggetto intermediario di tutta la situazione finanziaria del cliente, non potendo un paio di rate saltate rappresentare motivo legittimo di iscrizione nelle banche dati in oggetto.

Non solo può essere illegittima la segnalazione, ma anche l’omesso aggiornamento in seguito ad accordi saldo&stralcio oppure a sentenza che annullano o riducono il credito.

A riguardo, il cliente ha diritto a che le informazioni che lo riguardano siano sempre aggiornate e corrette.

Pertanto, l’istituto di credito ha l’onere di aggiornare o cancellare la segnalazione sulla base di quanto effettivamente ancora dovuto dal cliente, a pena di ristoro dell’eventuale risarcimento del danno cagionato dal tardivo adempimento (v. decisione ABF Napoli n. 6484 del 1° settembre 2015; ABF Napoli n. 6899 del 10 settembre 2015).

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