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E SE CI RUBANO LE NOSTRE KEYWORDS? La soluzione c’è

Anni di posizionamento digitale possono essere vanificati in un lampo dal comportamento in malafe di competitors che sfruttano le funzionalità di GOOGLE ADS per apparire come primi quando clienti o consumatori fanno una ricerca, utilizzando come parola chiave (c.d. keywords) il nome della nostra società o del nostro celebre slogan.

Facciamo un esempio: poniamo che tu sia il titolare di "PizzaBeta". Un tuo concorrente, per poter apparire in alto nelle ricerche di Google quando un potenziale cliente cerca su internet la tua attività, decide di "acquistare" la parola chiave "PizzaBeta", pagando Google e sviando così la TUA clientela.

Google ADS offre infatti un blocco di promozione (c.d. annuncio) che si trova in alto rispetto ad ogni altro risultato, compreso - ad esempio - il sito web della tua azienda che sarà destinato a soccombere davanti a chi paga per essere primo.

Il problema è che in questi casi si mette in moto un circolo vizioso davvero deleterio: più il tuo brand è forte, maggiore è infatti il rischio che si scateni una asta su Google per avere la parola chiave associata al tuo brand e così apparire tra gli annunci.

E chi oggi la ottiene - come noto - acquista un margine competitivo elevatissimo.

SI PUÒ FARE QUALCOSA?

Sì la pratica scorretta può essere arginata.

Di recente abbiamo assistito una società per provare a risolvere questo problema e possiamo dirvi che:

Dunque i mezzi per rispondere a chi tenta in malafede di sviare la nostra clientela su Google ci sono e pare che siano anche molto efficaci.