Avv. Andrea Baldrati +39 340 4895530 Avv. Armando Strinati +39 333 5247665

EQUITY CROWDFUNDING: strumento essenziale per Startup e PMI

Per equity-based crowdfunding si intende una modalità di raccolta fondi, sempre più utilizzato nel campo delle Startup e delle PMI, mediante la quale soggetti terzi che credono nell'idea di business presentato dalla società titolare della campagna online, investono loro denaro ottenendo, in cambio, quote di partecipazione della stessa società.

In altri e più facili termini, a fronte di immissione di liquidità, la società che attiva tale modalità di raccolta fondi, permette agli investitori di ottenere una percentuale delle quote societarie.

L'equity crowdfunding si presenta dunque come un mezzo straordinario che mette d'accordo tutti: da una parte, chi ha bisogno di denaro liquido per finanziare il proprio business; dall'altra, chi decide di "scommettere" su un progetto che ritiene potenzialmente vincente.

1. L'EQUITY CROWDFUNDING IN ITALIA

L’Italia vanta il primato di aver introdotto una disciplina specifica e organica dell’equity based crowdfunding.

Tale compito è demandato al “Decreto crescita bis” (convertito in L. 17 dicembre 2012, n. 221) nonchè per aspetti più specifici al Regolamento Consob n. 18592 del 26 giugno 2013.
Si precisa inoltre che rivestono particolare rilevanza l’art 50-quinquies e l’art 100-ter del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF). Il primo disciplina la gestione delle piattaforme di Equity crowdfunding con particolare riguardo alla gestione di portali per la raccolta di capitali per le piccole e medie imprese e per le imprese sociali. Il secondo, invece, è volto a disciplinare le offerte fatte attraverso l’uso di tali portali online.

2. LE PIATTAFORME DI CROWDFUNDING 

Le Startup innovative e le PMI possono usufruire di specifiche piattaforme online volte a far incontrare progetti e investitori facilitando così la raccolta del capitale necessario. Tali attività sono comunque vigilate dalla Consob (la Commissione Nazionale per le società e la borsa), che ne assicura il rispetto dal punto di vista normativo.

Proprio per il ruolo cruciale che svolgono tali piattaforme, è quindi necessario che sia garantita l’affidabilità del servizio.
La Consob, infatti, affida la gestione dei siti online che si occupano di equity crowdfunding a due categorie di soggetti: da una parte troviamo quelli iscritti in un apposito registro tenuto dalla medesima autorità e, dall’altra parte, ci sono le banche o le imprese di investimento (SIM).

Oltre all'aspetto puramente economico, tali portali permettono agli investitori di conoscere le informazioni relative ad ogni campagna attiva e riguardanti la società proponente.

A tal proposito, raccomandiamo fin da ora di prestare grandissima attenzione all'inserimento non solo delle corrette informazioni relative al progetto e alla sua sostenibilità, ma soprattutto a quali diritti e doveri va incontro l'investitore selezionando una delle possibili proposte di acquisto.

Pertanto, prima di effettuare una campagna di equity crowfunding sarà necessario affidarsi ad esperti del settore al fine di stabilire e concordare in maniera precisa e dettagliata quali conseguenze, sulle dinamiche interne di una start-up o PMI, possono derivare dalla nuova conformazione societaria, una volta conclusa con successo la relativa campagna.

3. VANTAGGI DELL’EQUITY CROWDFUNDING

Abbiamo già accennato al fatto che, nell'utilizzo di tale strumento, vi sono evidenti vantaggi sia per l'azienda sia per l'investitore.
Dal punto di vista dell'investitore, un vantaggio è rappresentato dalla possibilità di "entrare" in società "promettenti" e non quotate (nei limiti decisi dall'azienda) impegnando una somma molto spesso irrisoria.

Dal lato della start-up o della PMI, oltre alla possibilità di avere liquidità in breve tempo, l'utilizzo di queste piattaforme permette un grande ritorno di visibilità che talvolta supera anche i confini nazionali, e che torna comunque utile anche per finalità di investimento extra piattaforma.
Capita infatti che alcune start-up, nonostante l'insuccesso della campagna, vengano comunque contattate da uno o più investitori specifici in grado di provvedere loro stessi all'intero fabbisogno di liquidità.

Presentarsi sul web può essere inoltre un vero banco di prova per testare, di fronte ad un ampio pubblico di visitatori online, il proprio modello di business e le sue probabilità di successo.

4. CONCLUSIONI

In conclusione, l’equity crowdfunding è una grande opportunità che tutte le start-up o PMI dovrebbero quantomeno prendere in considerazione di attuare, soprattutto in questo periodo difficile.
Nonostante possa sembrare una operazione facile e priva di rischi, il consiglio è quella di prestare molta attenzione alle regole interne di ogni piattaforma, alle condizioni ivi imposte, e in particolar modo, alle conseguenze sulla struttura societaria che una campagna di questo genere può generare in caso di successo.

A tal fine, lo Studio Legale Baldrati & Strinati, avvalendosi anche della preziosa collaborazione di professionisti esterni, è attivo nella consulenza legata a questa procedura, seguendo fianco a fianco le start-up e le PMI in tutte le fasi del procedimento: da quella preliminare dello studio della compagine sociale, alla relativa scelta della piattaforma online più adatta al progetto da finanziare; dalla parte contrattuale fino alle fasi conclusive della campagna.

Sul mondo delle startup e delle PMI ti segnaliamo anche queste news:
1. E-COMMERCE: I primi passi per avviare la vendita online;
2. SMARTWORKING: come attivarlo in sicurezza