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EREDITA’ IMMOBILIARE: ecco le regole per l’attribuzione diretta

Quando si eredità un bene immobile, può capitare che questo non sia comodamente divisibile tra i vari eredi (es un terreno agricolo o un appartamento), e soprattutto, che alcuni o tutti di questi abbiano intenzione di chiederne l'attribuzione personale.

Al fine di procedere ad una corretta attribuzione del bene, secondo la Cassazione Civile Sez. VI - 2 Ord., 20/03/2019, n. 7869 risulta anzitutto fondamentale capire se uno fra i coeredi sia titolare, a monte, di una quota maggiore rispetto agli altri. Infatti, in questo caso tale erede potrà prevalere, in applicazione del principio del "favor divisionis", sugli altri coeredi, anche qualora questi avanzino una richiesta congiunta di attribuzione, ed anche qualora accorpando le loro quote superino il valore della quota del coerede antagonista.

Diversa, invece, è l'ipotesi in cui i coeredi siano titolari, "ab origine", di quote identiche, poichè in tal caso l'attribuzione del bene sarà rimessa al libero apprezzamento giudice sulla base di ragioni di opportunità e convenienza, che consentiranno di valutare il diverso criterio legale della richiesta di attribuzione congiunta.

Si procederà, invece, con la vendita all'incanto solamente qualora non sia ravvisabile alcun criterio obiettivo di preferenza.

E' infine importante sottolineare che anche qualora un coerede offra una cifra superiore rispetto al prezzo di stima per l'attribuzione del bene, tale attribuzione dovrà ugualmente essere effettuata secondo i parametri sopra indicati "non caratterizzandosi il procedimento divisionale come una gara tra i coeredi".