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EREDITÀ: quali debiti non si trasmettono agli eredi?

Poniamo che il Sig. Rossi, titolare di un'impresa individuale, abbia accumulato ingenti debiti nei confronti del Fisco, senza porvi rimedio prima della sua scomparsa.

I tre figli, eredi legittimi, sono ora preoccupati di dover sanare per intero l'esposizione debitoria del loro defunto padre.

In questi casi, però, non bisogna compiere scelte affrettate, magari saldando i debiti di quei creditori che sollecitano il pagamento con diffida. Occorre affidarsi ad un professionista fidato che sappia accertare la causa dei debiti, al fine di individuare fra di essi quelli che eventualmente non interessano la sfera patrimoniale degli eredi.

Esistono infatti alcuni debiti che non si trasferiscono agli eredi, neppure a seguito di accettazione dell'eredità e per i quali, dunque, non è dovuto alcun pagamento.

Prima di tutto, occorre però chiarire che, in via generale, ogni erede risponde dei debiti in proporzione alla quota di patrimonio ereditata. Ad esempio, il figlio che riceve una quota pari al 20% dell'asse ereditario, rispetto ad ogni singolo debito sarà chiamato a rispondere per un importo non superiore ad 1/5 (c.d. responsabilità pro quota).
Questa regola trova un'eccezione per quanto concerne le imposte sui redditi (Irpef, Irap, Ires) e per le imposte sulle donazioni; in tal caso, l'Agenzia delle Entrate potrà agire per l'intero su ciascuno degli eredi (c.d. responsabilità solidale)

Fatta questa premessa, vediamo quali debiti sono intrasmissibili.