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PRIVACY: tutela di dati sanitari e trasparenza amministrativa

La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 9382 del 4 aprile 2019, ha precisato che deve ritenersi del tutto legittima la sanzione emessa dal Garante della Privacy nei confronti di un ente pubblico per la diffusione di dati relativi allo stato di salute di un proprio dipendente.

A riguardo, infatti, "la tutela del dato sensibile prevale su una generica esigenza di trasparenza amministrativa, sia sotto il profilo costituzionalmente rilevante della valutazione degli interessi in discussione, sia sotto quello della sostanziale elusione della normativa sulla protezione di dati personali, accentuata nel caso di dati sensibili, ove si dovesse far prevalere una generica esigenza di trasparenza amministrativa".

E' ormai consolidato in giurisprudenza il principio secondo il quale i dati sensibili idonei a rilevare lo stato di salute possono essere trattati dai soggetti pubblici soltanto mediante modalità organizzative che rendano non identificabile l'interessato.

Pertanto è stata confermata la sanzione di importo pari ad € 20.000,00 inflitta dal Garante (sulla base, però, di parametri sanzionatori ante GDPR, quindi più miti rispetto a quelli attuali).

Riguardo alla tutela dei propri dati personali, guarda anche il nostro video sul controllo email dei dipendenti da parte del datore di lavoro.

https://www.youtube.com/watch?v=HUAxRPjuJ9o