IMMOBILI: il risarcimento da eccessivo rumore notturno

La Cassazione Civile, pronunciandosi a Sezioni Unite, con sentenza n. 2611/2017 ha chiarito che l'assenza di un danno fisico documentato non impedisce il risarcimento del danno conseguente ad immissioni illecite, allorché siano stati lesi il diritto al normale svolgimento della vita familiare all'interno della propria abitazione ed il diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, quali diritti costituzionalmente garantiti, nonché tutelati dall'art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, la prova del cui pregiudizio può essere fornita anche con presunzioni.

Nel caso in cui il sonno notturno (o più generalmente la normale conduzione di vita quotidiana) fosse alterato o disturbato da fonti eccessivamente rumorose provenienti da negozi o abitazioni vicine alla propria, oltre alla cessazione dell'eccessivo rumore notturno, potrà essere richiesto e ottenuto anche il risarcimento del danno.

Quanto al soggetto nei confronti dei quale è possibile richiedere il risarcimento, la giurisprudenza ha chiarito che il proprietario dell'immobile concesso in locazione non risponde dei danni provocati dal conduttore in conseguenza di immissioni sonore intollerabili, a meno che non si accerti in concreto che, al momento della stipula del contratto di locazione, il proprietario avrebbe potuto prefigurarsi, impiegando la diligenza di cui all'art. 1176 c.c., che il conduttore avrebbe certamente recato danni a terzi con la propria attività.

In conclusione, qualora sia accertato che i rumori provenienti dal fondo vicino o dal locale sotto-casa siano eccessivi, si potrà agire chiedendo l'immediata interruzione della molestia, e qualora ricorrano i presupposti, anche il risarcimento del danno.