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News

19 Giugno 2020

PRIVACY & CONDOMINIO: le regole per la videosorveglianza

PRIVACY & CONDOMINIO: le regole per la videosorveglianza
Condomino, Garante, Sanzioni

Al fine di monitore per ragioni di sicurezza le scale, il giardino, i sotterranei o più in generale le parti condominiali, è consentito installare un sistema di videosorveglianza in grado di registrare ciò che accade negli spazi comuni. L'installazione dovrà essere deliberata dall'assemblea condominiale ai sensi dell'art 1122 ter c.c. e l'attività di ripresa dovrà svolgersi nel pieno rispetto delle disposizioni di legge, soprattutto in materia di Privacy.

In particolare, il condominio dovrebbe:

  • valutare se sussistano effettivamente i motivi di sicurezza e non vi siano altre misure altrettanto idonee da mettere in campo (recinzioni ulteriori, aumento dei corpi illuminanti, cambi serrature, sostituzioni di porte o cancellate, ecc.), anche tenuto conto dei costi dell'intervento, per aumentare la sicurezza dello stabile;
  • utilizzare le telecamere per monitorare le aree o proprietà comuni;
  • apporre in uno spazio antistante l'area ripresa opportuna cartellonistica in grado di informare la presenza del sistema di videosorveglianza e dalla quale emergano facilmente i motivi dell'installazione, il titolare del trattamento e gli eventuali responsabili;
  • programmare un sistema di cancellazione delle immagini registrate;

E' importante sottolineare inoltre che:

  • sarà compito dell'amministratore provvedere agli adempimenti di legge e vigilare sul rispetto di tali normative;
  • la registrazione e la conservazione delle immagini si configurano come trattamenti dei dati personali e tale aspetto dovrà essere tenuto presente in ottica adeguamento al GDPR;
  • il sistema di videosorveglianza non deve arrecare danno ai vicini, e quindi è necessario che il raggio d'azione delle telecamere si svolga entro i confini condominiali;
15 Giugno 2020

MUTUO BANCARIO: quale piano di ammortamento richiedere?

MUTUO BANCARIO quale piano di ammortamento chiedere
Banca, Crisi d’impresa, Debito, Sovraindebidamento

Quando ci si rivolge ad una banca per chiedere l'ottenimento di un prestito, tra i tanti aspetti da valutare, è necessario fare attenzione anche al tipo di piano di ammortamento (ossia, un piano di rientro) che viene proposto. Infatti, nonostante il più conosciuto sia quello c.d. alla "francese", è bene sapere che esistono diverse tipologie di piani di rientro con implicazioni pratiche anche molto diverse tra loro.

Un mutuo, quindi, può essere "ripagato" attraverso piani di ammortamento:

  • "alla francese": è il piano di ammortamento più diffuso ed è composto da rate costanti di stesso importo (es. 100 rate da 500€). Tuttavia, le prime rate sono composte quasi esclusivamente da una quota interessi, al contrario delle ultime che sono composte principalmente da quota capitale. In termini pratici questo significa che il capitale viene rimborsato più lentamente e quindi saranno maggiori da versare interessi;
  • "all'italiana": prevede rate decrescenti dove a fronte di una quota capitale costante a diminuire sono le somme da versare a titolo di interesse. Se da un lato rappresenta un indubbio vantaggio la rapidità con cui viene abbattuto il capitale, andando a determinare un totale di interessi più contenuto rispetto al piano alla francese, dall'altro l'elevato ammontare delle rate iniziali richiede una disponibilità economica di partenza a volte molto importante. A fronte quindi di un piano di rientro gravoso all'inizio, con il passare del tempo il piano tende ad alleggerirsi anche vistosamente;
  • "alla tedesca": prevede una rata costante con pagamento degli interessi anticipati, pertanto mentre la prima rata sarà interamente composta da interessi, l'ultima rata sarà formata unicamente da capitale; con questo piano si avrà un pagamento più alto degli interessi rispetto al piano "all'italiana", ma inferiore rispetto al piano "alla francese";
  • "all'americana": poco diffuso in Italia, prevede una rata composta da due parti. La prima riguarda il rimborso del costo degli interessi, mentre la seconda va a formare un capitale di accumulo. Dalla sommatoria delle due parti, dunque, si otterrà l’estinzione totale del finanziamento.

In conclusione, a seconda del piano di ammortamento pattuito, le dinamiche del rapporto bancario possono mutare anche considerevolmente, con conseguenze diverse soprattutto nel caso in cui vi sia nel proseguo un'interruzione del regolare pagamento delle rate.

8 Giugno 2020

DEBITO BANCA: cos'è il Tasso Soglia Usura e quando il mutuo è gratuito

DEBITO BANCA: cos'è il Tasso Soglia Usura e quando il mutuo è gratuito
Banca, Crisi d’impresa, Debito, Sovraindebidamento

Per tasso soglia deve intendersi il tasso massimo di interesse applicabile ad un determinato rapporto bancario, ossia il tasso al di là del quale si verifica l’usura del prestito o del finanziamento. La funzione del Tasso Soglia Usura è proprio quello di tutelare i clienti da possibili condotte illecite da parte di chi eroga il prestito, evitando così il pagamento di interessi eccessivamente troppo alti.

Al fine di comprendere se il mutuo è in usura, e quindi gratuito, alla percentuale del tasso di interesse indicata in contratto dovranno aggiungersi tutti i costi connessi all’erogazione del finanziamento, ed in particolare: i costi di istruttoria, quelli previsti per l'estinzione anticipata, i costi connessi all'incasso della rata e trattenuta dello stipendio o della pensione, le spese di mediazione, i costi della perizia, e più in generale ogni costo strettamente legato al mutuo acceso.

Inoltre, così come più volte precisato dalla Suprema Corte di Cassazione, anche le spese di assicurazione devono essere conteggiate nel calcolo del tasso soglia usura del contratto di mutuo, essendo un costo sopportato dal mutuatario strettamente connesso all’erogazione del finanziamento (Cass. Civ., sez. I, sent. 5 aprile 2017 n. 8806; Cass. civ., Sez. I, Ord. 16-04-2018 n. 9298; Cass. civ., Sez. I, Ord. 24-09-2018 n. 22458; Cass. Civ., sez. III, sent. 6 marzo 2018 n. 5160).

Il costo della polizza assicurativa deve essere conteggiato sempre, anche se è previsto obbligatorio per legge e anche se le “Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia escludevano tale tipologia di spesa in detto calcolo.

Pertanto, si consiglia sempre di effettuare un’analisi del proprio contratto di mutuo poiché in caso di usurarietà dei tassi applicati il contratto diventa gratuito e gli interessi non sono più dovuti.

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