Avv. Andrea Baldrati +39 340 4895530 Avv. Armando Strinati +39 333 5247665

News

17 Maggio 2019

FALLIMENTO: azione revocatoria solo se la conoscenza dell’insolvenza da parte del terzo è effettiva

Fallimento azione revocatoria
Contenzioso

Secondo una recente pronuncia della Corte di Cassazione (Cass. Civ., Sez. I, Ordinanza 15 aprile 2019 n. 10500),la conoscenza dello stato d'insolvenza dell'imprenditore da parte del terzo, pur potendo desumersi da elementi indiziari, [...], e tra questi dall'avvenuta pubblicazione di protesti, deve in ogni caso essere effettiva e non meramente potenziale, e a tal fine occorre la prova di concreti elementi di collegamento con detti indizi, dai quali possa desumersi che il terzo, facendo uso della sua normale prudenza e avvedutezza, e anche in considerazione delle concrete condizioni in cui si è trovato a operare, non possa non aver percepito la situazione di dissesto in cui versava il debitore”.

La revocatoria fallimentare

La revocatoria fallimentare è strumento che, in presenza di determinati requisiti, consente di reintegrare il patrimonio del debitore fallito, sanzionando con l’inefficacia gli atti che lo stesso debitore ha compiuto a danno della massa dei creditori. In questo modo si recuperano i beni usciti prima del fallimento, ristabilendo la precedente composizione patrimoniale a vantaggio di tutti i creditori dell’imprenditore insolvente.

Conoscenza effettiva dell'insolvenza provata

Pertanto, ai fini dell’accoglimento dell’azione in parola, dovrà essere provata, anche attraverso elementi indiziari, la conoscenza effettiva e non solo potenziale dello stato di insolvenza dell’imprenditore da parte del terzo acquirente i beni del fallito.

Cerchi uno studio legale a Cesena? Scrivici. Possiamo aiutarti a recuperare il tuo debito.

16 Maggio 2019

GARANTE PRIVACY: registro del trattamento anche per il singolo medico

GARANTE PRIVACY registro del trattamento anche per il singolo medico
Compliance

Lo ha chiarito il Garante con il recente provvedimento n. 55 del 7 Marzo 2019, estendendo l’obbligo della tenuta del registro del trattamento anche ai singoli professionisti sanitari che agiscono in libera professione.

“La tenuta del registro - ha dichiarato il Garante - costituisce un elemento essenziale per il governo dei trattamenti e per l’efficace individuazione di quelli a maggior rischio”.
La ragione di tale obbligo risiede quindi nell’importanza che il GDPR attribuisce al registro del trattamento come espressione del nuovo principio di “accountability” e di gestione del rischio.

Spetta, infatti, al professionista “registrare” le attività di trattamento di dati personali effettuate nel corso della propria attività, individuando quelle che potrebbero presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

Si ricorda, infine, che lo stesso obbligo va esteso anche a: medici di medicina generale/pediatri di libera scelta (MMG/PLS), ospedali privati, case di cura, RSA e aziende sanitarie appartenenti al SSN, nonché farmacie, parafarmacie e aziende ortopediche.

Invitiamo pertanto tutti coloro che non si fossero ancora adeguati alla normativa GDPR di procedere in tal senso, vista l’imminente scadenza del termine di grazia relativo alle sanzioni da parte del Garante fissato per il 20 maggio 2019.

20 Aprile 2019

ANTIRICICLAGGIO: La nuova direttiva UE amplia la platea dei soggetti obbligati

Antiriciclaggio La nuova direttiva UE
Antiriciclaggio

La nuova V direttiva antiriciclaggio (Direttiva UE 2018/843 che modifica la precedente Direttiva UE 2015/849), ad oggi ancora in fase di recepimento, amplia il numero dei soggetti tenuti a rispettare le disposizioni in materia includendovi anche:

  1. Qualunque persona che si impegna a fornire, direttamente o attraverso altre persone ad essa collegata, aiuto materiale, assistenza o consulenza in materia fiscale quale attività imprenditoriale o professionale principale;
  2. Agenti immobiliari, anche quando agiscono in qualità di intermediari nella locazione di un bene immobile, ma solo in relazione alle operazioni per le quali il canone mensile è pari o superiore a 10.000 EUR;»
  3. Prestatori di servizi la cui attività consiste nella fornitura di servizi di cambio tra valute virtuali e valute aventi corso forzoso;
  4. Prestatori di servizi di portafoglio digitale;
  5. Persone che commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, anche quando tale attività è effettuata da gallerie d’arte e case d’asta, laddove il valore dell’operazione o di una serie di operazioni legate tra loro sia pari o superiore a 10.000 EUR;
  6. Persone che conservano o commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, quando tale attività è effettuata da porti franchi, laddove il valore dell’operazione o di una serie di operazioni legate tra loro sia pari o superiore o a 10.000 EUR;

Si ricorda che il termine stabilito per il recepimento nel nostro Paese della direttiva in oggetto è fissato per il 10 gennaio 2020, con l’effetto che entro tale data tutti i soggetti operanti nei settori sopra richiamati dovranno adeguare la propria attività alle prescrizioni ivi contenute.

Hai bisogno di assistenza legale?

Siamo pronti a fornirti un supporto concreto per difendere in ogni sede i tuoi diritti.
Contattaci