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SOVRAINDEBITAMENTO: sì alla procedura di liquidazione anche in assenza di beni da offrire

“Il debitore pur in assenza di beni mobili registrati o immobili da liquidare può essere ammesso alla procedura di sovraindebitamento, anche se vi siano solo crediti futuri derivanti dal rapporto di lavoro e di finanza fornita da soggetti esterni alla procedura di sovraindebitamento. L'istituto della liquidazione è strutturato secondo lo schema del fallimento, posto che la dichiarazione di fallimento non è preclusa dall'assenza di beni in capo al fallito, per analogia si deve ritenere che la liquidazione del patrimonio non possa ritenersi preclusa in capo al sovraindebitato privo di beni mobili o immobili”.

Questa l’interessante ordinanza emessa dal Tribunale di Verona nel dicembre 2018, ove il giudicante ha preso posizione circa l'ammissibilità della procedura in esame qualora nel patrimonio del debitore siano assenti beni, mobili o immobili (o gli stessi siano privi di valore economico) e l'attivo sia costituito esclusivamente dai crediti futuri che matureranno nello svolgimento della professione dell'istante.

Nel caso di specie, infatti, il debitore aveva presentato una proposta finalizzata ad ottenere l'apertura della procedura liquidatoria, ex art. 14 ter L.n. 3/2012, offrendo ai creditori solamente la quota di 1/5 del proprio stipendio per la durata di sei anni, oltre alla messa a disposizione di una autovettura priva di valore e di ulteriore somma pari ad Euro 2.000,00 elargita da un terzo finanziatore.

Attraverso una puntuale ricostruzione normativa, il Tribunale di Verona ha ritenuto che “l'art. 14 ter indica espressamente, quali beni non compresi nella liquidazione, i crediti aventi carattere alimentare e di mantenimento, gli stipendi , pensioni , salari e ciò che il debitore guadagna con la sua attività nei limiti di quanto occorra al mantenimento suo e della sua famiglia indicati dal giudice. Tale limitazione significa evidentemente che, detratto quanto occorre al mantenimento del debitore e della famiglia, lo stipendio è compreso nella liquidazione”.

Del resto, se è ammesso l'accesso alla procedura di liquidazione del patrimonio in caso di annullamento dell'accordo o di cessazione degli effetti dell'omologazione del piano, allora non potrà che ritenersi possibile l'accesso diretto alla liquidazione del patrimonio offrendo ai creditori parte dei propri crediti futuri.